Vino Pietraviva Doc


Vino da pasto, rosso, bianco o rosato.
E' un vino tipico della regione Toscana, prodotto in provincia di Arezzo. I vini della denominazione di origine controllata «Pietraviva» sono ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti a bacca rossa e bacca bianca aventi la seguente composizione ampelografica: bianco, superiore (40-80% Chardonnay, Malvasia bianca lunga fino al 30%, possono concorrere altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana, presenti nei vigneti max. 30%); rosato, rosso, rosso superiore (40-80% Sangiovese, Cabernet Sauvignon fino al 30%, Merlot fino al 30%, possono concorrere altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana, presenti nei vigneti max. 20%); monovarietali bianchi: Chardonnay, Malvasia bianca lunga (min.85%, possono concorrere altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana, presenti nei vigneti max. 15%); monovarietali rossi: Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Canaiolo Nero, Ciliegiolo (min.85%, possono concorrere altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana, presenti nei vigneti max. 15%

I vini della Doc Pietraviva, sono posizionati in uno dei siti viticoli storici più importanti della Toscana in cui erano presenti coltivazioni viticole fin da epoca remota. Alcuni fanno risalire la prima introduzione di questa coltivazione nel Valdarno a circa tre millenni fa. Fin dal periodo etrusco e poi romano, infatti, vi sorsero fattorie per la produzione di vino. Durante il Granducato Toscana (Medioevo) la zona fu valorizzata appieno: la maggior parte dei vigneti era posizionata ai margini dei villaggi o accanto ai monasteri. Dal Catasto Fiorentino del 1427 si evince che la qualità del vino prodotto era molto alta e che i vini più pregiati venivano pagati fra i 36 ed i 40 soldi al barile. Tali vini erano prodotti proprio nelle colline del Valdarno e ne vengono citate espressamente le zone di Montevarchi, Cennina e Galatrona e il vitigno del Trebbiano come il più diffuso. Quest’ultimo viene descritto dall’agronomo Pier Dè Crescenzi come “uva bianca con granello ritondo, piccolo e molti grappoli avente”. Viene citato anche un Trebbiano rosso che serviva per dare colore al vino, forse un Colorino. Nel periodo Mediceo vi è un ulteriore incremento della viticoltura e dell’enologia in generale in tutta la Toscana e in particolare nell’area di Pietraviva. I vini di queste zone avevano grandi estimatori quali Michelangelo, Ficino, Lasca, Luigi Alamanni e molti altri.. Vi sono anche citazioni di una Vernaccia molto richiesta, prodotta nelle colline del Valdarno di sopra, a Montegonzi di Caviglia. Lo dimostra con sicurezza una lettera scritta da Meleto il 25 Marzo 1491, da Giuliano da Gaiole all’ambasciatore Fiorentino a Siena Andrea da Foiano. Anche il medico naturalista Andrea Bacci del XVI ° secolo nella sua “Naturali Vinarum Historia” edita nel 1596, decanta i vini bianchi, i vini rossi e i Trebbiani dolci prodotti nel Valdarno tra S.Giovanni Valdarno e la Valdambra. Altro grande accademico, Francesco Redi, stilava nel 1650 circa una graduatoria personale dei vini toscani che più lo appagavano tra i quali comparivano un Occhio di pernice (una tra le prime citazioni di un Vin santo Occhio di Pernice ), prodotto nel Valdarno Aretino e altri vini della zona di Pietraviva tra i quali la Malvasia di Montegonzi.

Caratteristiche del vino Pietraviva Doc

Denominazione: Doc
Tipologia di vino:
Colore:
Profumo:
Sapore:
Uve utilizzate:
Invecchiamento:
Tenore alcolico:
Temperatura di servizio:

Proprieta' organolettiche del vino Pietraviva Doc

I vini ottenibili secondo il disciplinare della Doc Pietraviva sono i seguenti: PIETRAVIVA ROSSO Sangiovese dal 40 all’80% Cabernet S. fino al 30% Merlot fino al 30% altri max 20% ; PIETRAVIVA BIANCO Chardonnay dal 40 all’80 % Malvasia fino al 30% altri max 30%;PIETRAVIVA ROSATO Sangiovese dal 40 all’80% Cabernet S. fino al 30% Merlot fino al 30% altri max 20% ; PIETRAVIVA ROSSO SUPERIORE Sangiovese dal 40 all’80% Cabernet S. fino al 30% Merlot fino al 30% altri max 20% Gradazione alcolica minima 12,50% vol. Immissione al consumo 30 giugno del secondo anno successivo alla vendemmia. PIETRAVIVA BIANCO SUPERIORE Chardonnay dal 40 all’80 % Malvasia fino al 30% altri max 30% Gradazione alcolica minima 12,50% vol Immissione al consumo 30 giugno dell’anno successivo alla vendemmia ;PIETRAVIVA MERLOT Merlot almeno l’85% PIETRAVIVA SANGIOVESE Sangiovese almeno l’ 85%; PIETRAVIVA CILIEGIOLO Ciliegiolo almeno l’ 85%; PIETRAVIVA CANAIOLO Canaiolo Nero almeno l’85% ; PIETRAVIVA CABERNET SAUVIGNON Cabernet Sauvignon almeno l’85%; PIETRAVIVA CHARDONNAY Chardonnay almeno l’ 85%; PIETRAVIVA MALVASIA BIANCA Malvasia bianca Lunga almeno l’ 85%

Zona di produzione del vino Pietraviva Doc

La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Pietraviva» ricade nella provincia di Arezzo e comprende i terreni vocati alla viticoltura dei comuni di Bucine, Cavriglia,Civitella in Valdichiana, Montevarchi e Pergine Valdarno. .

Abbinamenti di cibo al vino Pietraviva Doc

Il vino Pietraviva Doc e' un vino *bianco, rosato, rosso che si abbina bene con ed in particolare .
Ogni vino della Doc Pietraviva viene magnificamente valorizzato con i piatti dai sapori ricchi ed intensi quali carni fresche o trasformate come la bistecca alla fiorentina, il salame, la salsiccia, la finocchiona, la carne rossa brasata e i fegatelli. Inoltre si addice particolarmente al pecorino toscano semistagionato e ai fagioli al fiasco. Va servito i calici ballon a una temperatura compresa tra i 16 e i18 °C.

Etichetta del vino Pietraviva Doc

Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: regione determinata da cui proviene il prodotto; denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; volume nominale del vino; nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula), nome dello Stato; indicazione del lotto; indicazioni ecologiche. Nell'etichettatura dei vini a denominazione di origine controllata «Pietraviva» l'indicazione dell'annata di produzione delle uve e' obbligatoria. La menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo e' consentita, alle condizioni previste dalla legge soltanto per i vini prodotti dalla vendemmia 2005.

Reperibilita' sul mercato del vino Pietraviva Doc

Il vino Pietraviva Doc si trova in commercio in ogni periodo dell'anno.

Leggi relative al vino Pietraviva Doc

La Doc Pietraviva è stata riconosciuta approvazione del relativo disciplinare di produzione da Mipaf GU n. 146 del 25-6-2005 con decreto del 14 giugno 2005.

Commenti