Vino e mozzarella: l'abbinamento giusto

E’ facile intuire che il vino rosso si sposa bene con la carne e il bianco con il pesce. Ma come abbinare ad esempio vino e latticini?

Mozzarelle e formaggi freschi sono alla base dell’alimentazione italiana, soprattutto nelle regioni del sud. Pensiamo ad esempio ad una succosa mozzarella di bufala campana: con cosa abbinarla per esaltarne i sapori senza sovrastarli? Ovviamente parliamo della mozzarella gustata nella sua purezza, senza previa cottura (altrimenti cambiano sapore e consistenza e, di conseguenza, anche gli abbinamenti ideali).

Non esiste una risposta univoca in verità: anche tra gli esperti infatti ci sono due scuole di pensiero contrastanti.  La prima accosta alla mozzarella vini bianchi, la seconda prevalentemente rossi. In effetti il gusto deciso ma delicato della mozzarella di bufala si sposa bene con bianchi aromatici e raffinati che contrastano l’aroma del latticino con un gusto leggermente acido. Perfetti quindi il Greco di Tufo o il Fiano di Avellino. In quest’ottica si può abbinare anche un Pallagrello bianco, dal gusto morbido che richiama il fieno e note di miele.

Tra i rossi si consiglia un Gran Furore fruttato o in generale un vino giovane, non maturato in barrique. Bisogna andare quindi su vini aromatici. Per tradizione sono stati consigliati vini locali, essendo la mozzarella di bufala campana.

Questo comunque non è vincolante anche se alcuni enologi campani hanno preso male la scelta della giuria di “Bufala & Wine Wedding” che a Caserta avevano premiato un vino friulano, e in particolare il «Lupi Terrae Friuli Grave 2010» Igt Venezia Giulia di Borgo delle Oche, come miglior vino da abbinare alla mozzarella di bufala.  La commissione, composta anche da illustri chef, era stata chiamata a scegliere tra 24 prestigiose etichette. Eppure la decisione può essere letta nell’ottica di una tendenza piuttosto comune in ambito enologico, ovvero quella di cercare abbinamenti mai scontati anche uscendo fuori dai confini regionali dei prodotti. Sulla tradizione quindi prevale la voglia di stupire, ma sempre ovviamente nel rispetto di alcune logiche ben definite.