L'interesse degli investitori stranieri sul Brunello di Montalcino

L’Italia non è certamente il Paese che in questa fase storica attrae maggiormente gli investitori. Tuttavia esistono delle eccezioni: una di queste è rappresentata dal vino e, in particolare, dal Brunello di Montalcino. Questa zona toscana regala tra i vini rossi più famosi all’estero: il Brunello è la gemma delle colline senesi.

Si tratta non a caso di un’area che punta molto sul turismo, prevalentemente tedesco e inglese. Tuttavia negli ultimi tempi a mettere gli occhi sulla produzione del Brunello sono stati i brasiliani. Si tratta della André Santos Esteves Spa: secondo quanto descritto dalle visure camerali l’azienda ha rilevato poche settimane  fa dalla famiglia Marone Cinzano la storica tenuta Argiano (composta da 52 ettari di vigneto, con una media di 340 mila bottiglie prodotte di cui 110 mila di Brunello).


Non si tratta della prima azienda locale che viene ceduta a stranieri. Negli anni Ottanta si inaugurò questa tendenza con l’insediamento degli italoamericani Mariani (che con l'etichetta Castello Banfi e la guida di Ezio Rivella hanno avuto un ruolo fondamentale nel successo mondiale del Brunello)

Più di recente anche l'ex Ceo di Time Warner Richard Parsons ha acquistato terreni in zona, seguito dalla famiglia dell'industriale farmaceutico di origini svizzere Ernesto Bertarelli.


La produzione dei vigneti di Montalcino nel 2012 ha superato quota 14,1 milioni di bottiglie (di cui cui 9,2 di Brunello e 4,5 milioni di Rosso) per un fatturato che ha raggiunto i 167 milioni di euro (+2,5% sul 2011). Cifre che senza dubbio costituiscono un’attrattiva interessante per potenziali investitori esteri, affascinati al contempo dalle bellezze storico-naturalistiche dell’area. Negli ultimi anni la zona ha assistito ad una crescita produttiva incredibile grazie anche a questi investimenti: basti pensare che nel 2008 non superava i 10 milioni di bottiglie totali.

Ed è in gran parte l’export ad assorbire questa produzione anche se innegabilmente il Brunello di Montalcino è molto apprezzato e gettonato anche in Italia. Tuttavia la quota delle vendite all'estero rappresenta il 65% del fatturato. I maggiori importatori sono gli Stati Uniti con il 25% degli acquisti ma segnali importanti arrivano anche dal Sud Est asiatico, Europa dell'Est e Brasile.
Queste esportazioni servono a compensare i dati del mercato interno, che non è stato esente alla crisi.