Cos'è il Vin Santo?

 

Cos’è il Vin Santo? Come viene prodotto? Per scoprirlo, non dovrete far altro che leggere con attenzione questo articolo. Innanzitutto è utile far presente che il Vin Santo è toscano per antonomasia ma, nonostante ciò, è utile ricordare che questo tipo di vino è prodotto anche in altre regioni come il Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria e Trentino.

 

Le primissime testimonianze storiche ci sono state nell’antico 1826 e parlando di un vino considerato molto costoso e pregiato. C’è da dire che questo vino ha rischiato più volte l’estinzione ma, nonostante ciò, continua ad essere prodotto con tecniche del tutto simili a quelle adottate nell’ottocento.

 

Stiamo parlando di un vino particolarmente estremo e complesso che si ottiene con i migliori grappoli. Generalmente si tratta di grappoli si Santa Maria e Melara, delle uve rare estremamente diffuse. La torchiatura, poi, avviene con l’utilizzo di torchi verticali grazie ai quali si ottiene un mosto concentrato e molto denso.

 

Per quanto riguarda la sua fermentazione, ha una durata minima di 5 anni. In alcuni casi però può anche durare 8 anni ma generalmente bastano i primi 5. A causa dei vari travasi, il vino passa da botti di 250.300 litri a piccole botti da 100-150 litri. Ciò accade per le continue perdite di volume dovute all’evaporazione. Il vino, in conclusione, ha una resa finale pari al 15-20%.

 

 

Grazie a questo processo, si otterrà un vino particolarmente ambrato caratterizzato da profumi di miele e frutta candita, tamarindo e mallo di noce, ecc. Non c’è che dire, questo vino è particolarmente piacevole e dotato di un fascino davvero unico. Per produrre questo vino, inoltre, è necessario utilizzare vitigni Marsanne, Ortrugo, Trebbiano, Bervedino e Sauvignon. Come detto prima, generalmente i produttori utilizzano le uve Santa Maria e Melara che vanno bene ugualmente.