Falsi miti sul vino

 

Il vino è una bevanda entrata di diritto nella dieta Mediterranea: lo troviamo da anni sulle nostre tavole e siamo tra i Paesi che ne producono e ne esportano in maggiore quantità (secondi solo alla Francia) eppure ci sono ancora molti falsi miti diffusi sul vino anche tra i consumatori italiani. Alcune recenti ricerche scientifiche hanno smentito certe credenze legate al vino e, in alcuni casi, tramandate per generazioni.

Una di queste è legata al modo di dire secondo cui “il vino mette sangue”. Chi di voi non lo ha mai sentito dire dai nonni? In realtà il vino ha molti benefici per la salute ma non quello di favorire i globuli rossi (non apporta neppure ferro). È vero, però, che il vino migliora in generale la circolazione sanguigna fungendo da vasodilatatore. Il detto in realtà  deriva dalla presenza di resveratrolo (flavonoide efficace nella terapia venosa) nel vino rosso ma va precisato che questa sostanza è presente in percentuale davvero minima tanto che per ottenere il contenuto di una sola compressa di un preparato di resveratrolo farmaceutico occorrerebbero almeno 100 litri di vino.

Un altro consiglio che spesso si da è quello di non bere vini diversi durante i pasti. In realtà più propriamente quello che fa più male è abusare in termini di quantità anche nell’ipotesi in cui si beve un solo tipo.

Un’altra diceria non propriamente esatta esalta il vino rosso come l’unica bevanda con proprietà antiossidanti e infatti, per tornare al primo punto, quando si parla di vino che fa buon sangue si pensa al rosso. In realtà anche il vino bianco contiene antiossidanti ma di tipo diverso, ad esempio l’acido caffeico, l’idrossitirosolo e il tirosolo.

Per quanto riguarda gli effetti del vino in molti sostengono che lo spumante faccia girare la testa più rapidamente e più facilmente del vino. Questo statisticamente è vero anche se va detto che non è ancora data la spiegazione scientifica ufficiale di questo fenomeno. Una delle possibili spiegazioni individua nella causa l’anidride carbonica contenuta nelle bollicine che accelererebbe l’assorbimento di alcol.