Il vino: una bevanda sottovalutata?

 

La cura del proprio corpo, si sa, sta assumendo sempre più importanza nella società odierna. Essa si esprime, molto spesso, mediante una corretta alimentazione, dando vita alle cosiddette diete alimentari di bellezza.

 


Raramente, queste, prendono in considerazione il vino, al contrario di latte, succhi di frutta, passati vegetali, ecc. Questo perché, come spesso accade, ci si dimentica che i grandi creatori si sono serviti del vino quale mezzo stimolante, per proporci messaggi di bellezza spirituale tra i più preziosi e duraturi nella storia della civiltà.

 


Oggi, invece, il vino è considerato dalla maggior parte dei dietologi ed esteti un nemico della bellezza a causa della vasodilatazione periferica più o meno intensa che può causare a livello della cute, per le incidenze dannose sul fegato, per il senso di annientamento della personalità e via discorrendo.

 


Si tratta, tuttavia, di un clamoroso errore. Questo perchè, si è sempre generalizzato su dosi eccessive di vino, prendendo in considerazione le esasperazioni e mai le proporzionate somministrazioni.

 


A tal proposito, infatti, si è avuto modo di constatare, statistiche alla mano che, mentre l'età media di mortalità degli astemi è di 59 anni e quella degli alcoolizzati di 53 anni, quella di coloro che bevono vino in dosi controllate è di 63 anni.

 


Ma, oltre al non avere evidenziato i pregi dietetici derivanti da moderate quantità di vino all’interno dei regimi di bellezza, non sono mai state date regole riguardanti il modo di berlo.

 


A tal proposito, l'alcool passando molto rapidamente in circolo, se bevuto a digiuno o tutto d'un fiato, sarà più compromettente se, al contrario, sorseggiato, intervallandolo con le vivande.

 


In conclusione, solo se bevuto correttamente il vino diviene un vero digestivo, sfoggiando il meglio di se.