Vino e cioccolato: qual è il giusto abbinamento?

 

Vista la complessità del cioccolato, il vino da abbinare deve possedere un elevato tasso alcolometrico, deve possedere un'ottima persistenza aromatica intensa, nonchè grande intensità aromatica ed un notevole residuo zuccherino.

 


Il cioccolato dovrà, di conseguenza, essere abbinato a dei vini passiti, a dei vini liquorosi od anche aromatizzati. Nel caso in cui, invece, il cioccolato fondente racchiuda un'elevata percentuale di cacao fino al 100%, solamente alcuni distillati quali Cognac, Grappe invecchiate, Rhum, etc. sono in grado di bilanciare in modo efficace la varietà aromatica, tannica e, quindi, gustativa.

 


Non è previsto un abbinamento del genere e sommelier ed enologi preferiscono consigliare il cioccolato con un distillato dal gusto caldo, delicato e corposo, come un brandy spagnolo o un Cognac o un Rum.

 


Invero, però, negli ultimi anni, tra i sommelier, e soprattutto tra gli appassionati, si è fatta strada una maggiore disponibilità ad andare oltre i canoni, e al cioccolato sono stati abbinati, con più o meno successo, una successione di vini che hanno dimostrato di funzionare bene con le preparazioni golose in cui il cioccolato è protagonista.

 


I due vini italiani da provare necessariamente sul cioccolato sono l'Aleatico di Puglia e il Barolo Chinato.

 


L’Aleatico di Puglia Doc è un vino dolce naturale che si produce in Puglia da secoli. Questo presenta una gradazione minima di 15 gradi ed è proposto tanto nelle tipologie Dolce naturale quanto Liquoroso dolce naturale, versione questa, in cui il leggero appassimento delle uve innalza il tasso minimo di alcolicità fino ai 18,5 gradi. Eccellente sulle preparazioni dolci a base di pasta di mandorle, è perfetto anche su dolci caldi a base di cioccolato.

 

Un altro grande vino italiano da cioccolato è prodotto in Piemonte ed è il Barolo Chinato. Si tratta, in pratica, di un vino speciale prodotto con Barolo a denominazione d'origine controllata e garantita, aromatizzato mediante corteccia di china calissaia, radice di rabarbaro e di genziana i cui principi attivi sono estratti tramite macerazione a temperatura ambiente con l’aggiunta finale di spezie aromatizzanti, tra le quali il pregiato seme di cardamomo.