Il vino: emblema di libertà

In vino veritas. Quale altra definizione potrebbe descrivere meglio il rapporto che passa tra questa bevanda e il suo bevitore. In pratica, tra il vino e l'uomo?

Il vino è stato, fin dall'antichità, un emblema di libertà o, più precisamente, di liberazione dell'uomo. Liberazione tanto dalle proprie regole, quelle personali e sociali che mutano il comportamento, quanto liberazione dallo status nel quale si naviga.

Questo concetto era così fortemente vincolato al vino che, nel mondo greco, fu perfino celebrato nella figura di Dioniso e rappresentato con la figura del satiro, metà uomo e metà bestia. Inoltre, rappresentava un simbolo di preludio al bere nonchè un particolare momento d’incontro.

In poche parole, il vino nel mondo antico è indubitabilmente una figura positiva. Lo stesso Platone nelle sue opere ne disciplina l'uso considerando tale bevanda quale strumento favorevole alla vita sociale, tuttavia ne scoraggiava l'assunzione in età inferiore ai diciotto anni per non "versare fuoco sul fuoco del loro corpo e della loro anima".

Il vino, poi, è di frequente ricoperto di un significato religioso sia che per esso s'intenda un equilibrio razionale, sia ch'esso conduca a un poetico varcare il limite di ciò che è lecito per combattere il male esistenziale, vivendo della gioia dell'ebbrezza che consente d'essere del tutto e apertamente se stessi.

Il vino appare perfino nella Bibbia. Nella Genesi si racconta che Noè, per primo, dà avvio alla viticoltura e, sempre per primo, verifica su di sé gli effetti del bere eccessivamente.

Il vino, dunque, è inteso anche  come atto religioso, preghiera; non a caso è protagonista del primo miracolo di Gesù alle nozze di Caana, per poi essere indicato, frequentemente, come il sangue di Gesù e la vite come Gesù medesimo, e che è parte sostanziale del cerimoniale cristiano così come lo era della religiosità greca.

In definitiva, se la preghiera rappresenta il congiungimento dell'uomo con Dio, in particolare con l’opportunità della sua pace interiore e felicità, ecco allora che l’evasione da una realtà restrittiva e l’emblema del vino si identificano in un atto religioso di salvezza e d'amore.