Vino biologico: tutto quello che c'è da sapere

Vino biologico: c'è chi ne parla bene, chi male ma purtroppo non tutti lo fanno con cognizione di causa e i fraintendimenti sono all'ordine del giorno. Sebbene infatti oggi le bottiglie di vino biologico iniziano a fare la loro comparsa negli scaffali dei supermercati, e non solo nei negozi specifici, la confusione in materia è ancora grande e alimentata in Italia anche dal vuoto legislativo in materia. La normativa italiana infatti non prende in considerazione questo prodotto, trascurando di darne la definizione ma anche di elencarne i requisiti. A questo sopperisce la recente normativa europea: il regolamento del 14 marzo 2012 (che ha modificato il regolamento (CE) n. 889/2008) stabilisce norme specifiche sulla vinificazione, sulle etichettature e sulle possibilità di individuare la conformità delle annate passate.

Si dice che il vino è organico quando viene prodotto con uve da agricoltura biologica, ovvero coltivate limitando al minimo l’uso di pesticidi, diserbanti e altri prodotti che possono essere tossici. Esiste un ente di certificazione del biologico che deve visionare l'attività dell'azienda produttrice di vino. I criteri di valutazione però possono mutare: alcuni enti impongono limiti anche per quanto concerne la quantità di solfiti e additivi in genere che molto spesso vengono aggiunti al vino. In questo caso i limiti imposti dagli enti sono notevolmente inferiori a quelli stabiliti per legge: non più di 60 grammi nei vini rossi (il limite normativo è di 150 grammi) e non più di 80 grammi nei vini bianchi (il limite per legge è di 200 grammi).

Il regolamento europeo sopra citato, entrato in vigore dal primo agosto di quest'anno, proibisce espressamente alcune pratiche e, nello specifico: la concentrazione parziale a freddo, l'eliminazione dell'anidride solforosa con strumenti fisici, l'elettrodialisi per stabilizzare tartarica del vino, la dealcolizzazione parziale e lo scambio cationico.

E' inoltre prevista una lista dettagliata di sostanze rispettivamente ammesse e vietate nella lavorazione del vino.

Questo regolamento rappresenta una svolta fondamentale per gli Stati membri: anche in Italia quindi finalmente sappiamo cosa può essere definito biologico e in base a quali criteri. Niente è più implicito o dato per scontato. ma soprattutto vengono posti limiti importanti per le pratiche enologiche.